Che persona è tuo figlio? - Massimo Pericolo

Pubblicato il 7 luglio 2026 alle ore 20:16

Figli o Proiezioni? L'Errore del Rispecchiamento

Molti genitori, spesso senza rendersene conto, non crescono realmente i propri figli come individui a sé stanti, ma crescono delle pure proiezioni di se stessi. Se un figlio si ritrova ad amare ciò che al genitore non piace, non significa affatto che sia "sbagliato" o che rappresenti un bug all'interno del sistema familiare. Non vi è alcun obbligo per un figlio di replicare il carattere, i valori o il modo di stare al mondo dei genitori. Come espresso chiaramente dalle parole di Massimo Pericolo:

"Non lo vedi che tuo figlio è diverso da te? Sai chiederti solo perché, non che persona è."

Il Rischio di Vivere Attraverso i Figli: Il Monito di Jung

Dal punto di vista della psicologia del profondo, Carl Jung parlava specificamente del rischio di voler vivere attraverso gli altri tutto ciò che non siamo riusciti a risolvere dentro noi stessi. In questa dinamica disfunzionale, i figli si trasformano nel luogo perfetto in cui i genitori depositano involontariamente il proprio bagaglio irrisolto, fatto di:

  • Aspettative personali

  • Paure profonde

  • Desideri mai realizzati

Frasi tipiche come "Non deludermi", "Rendimi orgoglioso" o "Diventa ciò che io non sono riuscito a essere" negano l'individualità del bambino. Il figlio smette di essere visto come un individuo autonomo e viene declassato a semplice estensione emotiva del genitore.

Il "Tradimento" della Crescita e il Dramma Familiare

Quando un figlio viene considerato un'estensione emotiva del genitore, qualsiasi suo legittimo cambiamento di rotta o di pensiero viene vissuto dal genitore come un vero e proprio tradimento. È da questo cortocircuito che si origina il classico dramma familiare medio, riassumibile nella tipica frase nostalgica: "Da piccolo eri così dolce...". Si tende a dimenticare che a quell'età il bambino aveva pochi anni ed era una tabula rasa malleabile, ben distante dall'adulto in via di definizione di oggi.

Accettare un figlio, infatti, non significa dover approvare indiscriminatamente ogni singola cosa che fa; significa, in modo molto più profondo, riconoscere l'identità di chi ha di fronte, anche e soprattutto quando si dimostra diverso da come lo si era inizialmente immaginato.

Le Condizioni dell'Amore e la Nascita della Distanza Emotiva

Il nucleo del problema risiede nel modo in cui l'amore viene percepito. Molti figli crescono con la convinzione di essere amati soltanto nel momento in cui corrispondono fedelmente alle aspettative genitoriali: ovvero quando si dimostrano tranquilli, brillanti, facili da gestire e fondamentalmente simili ai propri genitori.

Un bambino che interiorizza il messaggio di dover continuamente meritare l'amore attraverso l'adattamento forzato impara presto una strategia difensiva: nascondere le parti più autentiche di sé. Ed è precisamente in questa frattura silenziosa che si genera la vera distanza emotiva all'interno della relazione.

Cambiare la Domanda per Salvare la Relazione

Riuscire a conoscere davvero il proprio figlio richiede uno sforzo tanto difficile quanto necessario, che passa dal cambiamento radicale del linguaggio e dell'approccio psicologico:

  • Rivolgere la domanda "Come mai sei così?" tende inevitabilmente a creare una barriera e un atteggiamento di difesa.

  • Rivolgere invece la domanda "Chi sei?" apre lo spazio all'ascolto e crea una reale relazione.

Un figlio non ha alcun bisogno di avere dei genitori perfetti, ma richiede semplicemente, secondo la definizione classica, che siano dei genitori "sufficientemente buoni". Ha il profondo bisogno psicologico di sentirsi visto, ascoltato e pienamente riconosciuto, in particolar modo in quei lati della sua personalità che i genitori non riescono a comprendere fino in fondo.

Sentirsi pienamente accettati per ciò che si è non ha il potere magico di eliminare i dolori inevitabili della vita, ma possiede un valore immenso: impedisce a un individuo di attraversare l'esistenza sentendosi costantemente sbagliato. Se tuo figlio è diverso da te, non provare a cambiarlo: prova a conoscerlo. Su come muovere i primi passi in questo percorso, il supporto è guidato da MindFamily.

Massimo Pericolo, "Bugie", dall'album "

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